A Venosa sulle tracce di Orazio e Carlo Gesualdo

Edizione 2019
LUOGO:

Venosa (PZ)


PERIODO:

20 ottobre 2019

PROGRAMMA DELLA VISITA DI STUDIO
Con Claudio Schiano e Pierfranco Moliterni abbiamo visitato Venosa (PZ), sulle tracce di Orazio e Carlo Gesualdo. Il nome Bandusia fu verosimilmente dato da Orazio ad una fonte del suo podere in Sabina, in ricordo di un'altra con tale nome, situata nella sua Venosa, colonia romana fra Puglia e Lucania, ove era nato l'8 dicembre del 65 a.C. Figlio di un liberto, “pater optimus e custos incorruptissimus", piccolo proprietario terriero, da lui apprese quella filosofia della vita che lo condurrà in futuro a meditare sui temi del giusto mezzo, della capacità di bastare a se stesso, del saper vivere giorno per giorno ( il “carpe diem”), sapendo disporre del presente. “Di bassa statura, incanutito prima del tempo, scurito dal sole, ma pronto a placarsi” (Ep.120) Orazio fa corrispondere il suo temperamento passionale al vigore climatico delle terre apule, all'Ofanto impetuoso, al mare Adriatico facile alle tempeste; conserverà per sempre l'amore per la tranquillità della campagna e il ricordo dell'orizzonte sconfinato delle Murge. Venosa ha dato i natali fra il '500 e il '600 a un nobile poliedrico, nipote di Carlo Borromeo, protagonista di eventi tragici e misteriosi: il principe Carlo Gesualdo, celebre soprattutto per le sue grandi qualità di compositore e innovatore musicale, ma anche per l'omicidio premeditato della moglie e del suo amante. Per sfuggire alla vendetta, fuggì da Napoli rifugiandosi nel castello di Gesualdo (Avellino), dove visse per diciassette anni, trasformando la fortezza in una fastosa corte canora che ospitò i musicisti più famosi dell’epoca e grandi personaggi di cultura come Torquato Tasso e Giambattista Marino, di cui musicò alcuni madrigali. Fu originale nello stile per la modernità di certe soluzioni armoniche che arrivarono quasi a infrangere i rigidi canoni contrappuntistici del suo tempo: un accentuato uso del cromatismo, della modulazione e di armonizzazioni particolarmente ardite, lo hanno reso esempio per molti musicisti del '900, primo fra tutti Stravinskij, che gli ha reso omaggio e a lui si è ispirato.