Visita di studio: Budapest

Edizione 2024
LUOGO:

Budapest


PERIODO:

01-05 Maggio

RESOCONTO DELLA VISITA DI STUDIO

01-05 Maggio 2024

con Nicoletta Sipos

“Ci vuole anche un pizzico di superfluo nella vita, qualcosa di sgargiante, un po’ di bellezza , sia pure da quattro soldi”
(Sándor Márai)


Una visita a Budapest per assaporare la nuova energia e l’antica anima di questa capitale mitteleuropea che il 17 novembre 2023 ha compiuto 150 anni. La riapertura, dopo due anni di ricostruzione del Ponte delle Catene, capolavoro di ingegneria (quando fu ultimato nel 1849, la campata di 202 metri era tra le più lunghe del mondo) che unisce Buda e Pest, nella nuova versione pedonale è il più bel regalo per i suoi 150 anni. Budapest è una città complessa che dai fasti dell’impero austro-ungarico è passata al nazismo e, senza soluzione di continuità, allo stalinismo. Budapest sembra familiare, anche la prima volta che ci si mette piede. Gli ampi boulevard come a Parigi, i tram come a Milano, i caffè come a Vienna. I richiami alle città europee sono continui, ma il fascino dell’impero austro-ungarico si respira guardando la città con il naso rivolto all’insù: palazzi fiabeschi, caffè storici, con stucchi, dorature, affreschi, guglie e facciate neogotiche, mosaici Liberty.
Interessanti le metropolitane, tra le più antiche d’Europa, esse pure un’attrazione turistica: la M1 fu la prima elettrificata in tutto il continente. Curiose le tramvie che traversano quartieri antichi in parte ristrutturati con i fondi della tanto detestata Europa. Del resto un viaggio può aprire scorci interessanti sulla città. A Budapest il passato si mescola con il futuro più avveniristico come testimonia la nuova Casa della Musica Olof Palme Setany (vicino al castello Vajdahunyad), inaugurata all’inizio del 2022, uno spazio avveniristico per concerti progettato da Sou Fujimoto con una caffetteria tutta vetri che sembra sospesa tra gli alberi, o il Museo Etnografico (Néprajzi Muzeum) Dozsa Gyorgy ut, custode di oltre 250mila oggetti della cultura e della tradizione ungherese e che ha sul tetto un giardino di 7mila metri quadrati. Questo museo è importantissimo, infatti la tradizione ungherese è contadina e qui se ne vedono le tracce. E le librerie, i caffè letterari, le biblioteche. Come non buttare un occhio sulla Biblioteca Nazionale all'interno del Palazzo Reale a Buda che comunque è da vedere sia come complesso monumentale che per la vista che offre dalle colline di Buda sul Danubio e la città bassa. La biblioteca più grande di Budapest è comunque la Ervin Szabó che si trova nel palazzo Wenckheim, a Pest, ed è spettacolare. La Szabó è anche vicina al Parlamento, e allora una visita al Parlamento con la teca della corona reale sorvegliata a vista non è da escludere, e guai ad avvicinarsi troppo alla teca!!! In fondo l'Ungheria era un annesso dell'impero austriaco, ma la cura riservata alla sede del Parlamento rivela notevole orgoglio nazionale.
Insomma un viaggio intenso in cui assaporeremo, come dicevamo all’inizio del testo, la nuova energia e l’antica anima di questa capitale mitteleuropea. E poi lasciamoci un po’ di tempo per farci sorprendere dall’inedito racconto e dalle storie di Nicoletta Sipos! Buon viaggio!