Visita di studio in Tunisia con Giorgio Gigliotti

Edizione 2023
LUOGO:

Tunisia


PERIODO:

21-27 Aprile

RESOCONTO DELLA VISITA DI STUDIO

21-27 Aprile 2023

 

ANDARE e un po'... POETARE.
Con Giorgio Gigliotti in Tunisia e i suoi racconti che ci fanno compagnia ci siam rifatti gli occhi.
Abbiam meglio imparato a guardare il cielo, il deserto e le stelle, abbiamo assaporato cose belle... Provare a smuovere la sabbia all'infinito. Restare sotto il profumo di un palmeto, guardare un bambino da vicino. Provare a giocare alle carte di ramino.
Ci siamo chiesti perché gli arabi hanno il sesso nella testa, o abbiam pensato ad un'oasi con la voglia di far festa. Che emozione nel grande fuori strada, entrar nell'oasi che sembra una foresta.
Sedersi su un "mergoum", pardon, un tappeto annodato, e sognare che il mondo sia involato.
Salire su un calesse, ricordar le nostre messe, passeggiar per cimiteri e sentirsi un po' più veri. Visitare la moschea, pregare senza scarpe, sentirsi in un incanto, non avere più paura e ricoprirsi di un manto. Suonare una "darbuka", creare dei magheggi, sentirsi un'odaliska, purché l'occidentale, qui, non filosofeggi!
Improvvisare danze. Rientrati nelle stanze, al suono di tamburi che fan parlare i muri...
Provare un po' a sparire, far finta di morire, entrar nella Medina, sentirsi pellegrino.
Salire su un cammello 🐫 e dire però che bel musino! Mangiare del dromedario non sarà più un calvario, in fondo il mondo è bello perché è vario.
Siamo solo al terzo giorno... Non pensiamo più al ritorno!

 

Roberta Monaco


Sto riconoscendo nei racconti di Giorgio Gigliotti ambientazioni e luoghi incontrati nel nostro viaggio, come La Corbeille (in Muhallim Sayd) le descrizioni di case con i mattoni brique di quel bellissimo color sabbia che ho ammirato nella zona di Tozeur che sembravano mosaici per la particolarità delle loro costruzioni ( in zia Asha).E sto scoprendo che il nome della nostra guida che io pronunciavo Taofik si scrive Taufik! mi sento incuriosita e affascinata dalle storie e dalle vite vissute dietro le porte di quelle case situate in piccole e strette strade che abbiamo attraversato a piedi con profumi di spezie e di cous cous.
Mi tornano le immagini dei datteri deglet di cui si parla nei racconti, e il tè alla menta che viene offerto in tutte le occasioni come per noi il caffè e mi sembra quasi di gustarlo di nuovo dal vivo. Percezioni sensoriali. Ho rivisto le dune del deserto con Ahmed, bevuto vino della palma, rivisto il Marabout, l’ammagliante distesa dello chott insieme agli incantatori di Nefta.
Man mano che incrocio le storie riconosco le atmosfere che ho respirato e un sentire e un percepire le cose con i loro occhi, forse perché lo sguardo di alcuni di loro mi è rimasto nel cuore (come l’uomo amico di Giorgio, incontrato nell’oasi di Touzeur,) insomma, sto rivivendo un coinvolgimento emotivo…
E poi le riflessioni sugli stili di vita, sulle contraddizioni, sulle scelte che fanno i personaggi, una scoperta continua nel leggere i racconti.
Da viaggiatrice sprovveduta non avrei potuto apprezzare tutto questo.
E tanto altro ancora, questo non è che l’inizio… la lettura, come il viaggiare, è un’esperienza meravigliosa.
Per dirla con le parole di Muhammed: “la bellezza è la cosa che attualmente mi interessa , e non intendo l’edonismo, la moda del momento, la cura esagerata per il corpo, ma parlo di altre cose, la bellezza come grazia, quella che alla fine tiri fuori e che ti fa essere te stesso, con la quale riesci a percepire lo spirito dell’altro”. ( da “la casa di Muhammed”, Pane Allah)
Ecco, questa bellezza io ho trovato nel nostro viaggio.
Grazie - non mi stancherò mai di ripeterlo- alle sapienti parole di Giorgio Gigliotti e le scelte accurate delle Donne in Corriera.


“Che il nostro giorno sia datteri e miele!”
Questa l’espressione usata dai tunisini per il loro buongiorno, sorridenti ed accoglienti.
Tra moschee e minareti, medine e souk, oasi di montagna e canyon, tra deserto e villaggi berberi, tra cammelli e dromedari, in calesse o in jeep, tra datteri e cous cous, tra lingua araba e lingua francese, abbiamo vissuto una dimensione senza tempo.
Da nord a Sud, da Tunisi e Hammamet -con le rigogliose palme e l’azzurro del mare- a Tozeur, al confine con l’Algeria, fino a Douz alle porte del Sahara.
Tutto con la guida sapiente di Giorgio Gigliotti che ha vissuto per 8 anni in questa terra e ne conosce tutte le sue sfumature. Ci ha illuminati con letture tratte dai suoi tre libri: pane Allah, hotel Allah e Polvere di Allah in cui ci racconta il vissuto di tanti personaggi che riflettono i loro diversi modi di vivere e di sentire la vita.
Ogni giorno un’esperienza nuova, ricca di emozioni e di umanità per i paesaggi incantevoli e per le persone che hanno sempre da raccontare qualcosa.
Abbiamo scoperto il deserto come luogo dello spirito.
Grazie Giorgio, senza di te questo viaggio non sarebbe stato quello che è stato, così intenso, bello e profondo. Grazie a Diane e a Bea per la loro efficienza e a tutte le Donne in Corriera per la simpatia e l’allegria.
Au revoir, Tunisie! Tu va rester dans mon coeur ❣️”

 

Patrizia Ripa